Come la Russia ci sta battendo a scacchi

Giocatori: USA e UE contro Russia

La Russia matta in 4 mosse

Obiettivi USA/UE: isolare la Russia, impedirle di formare un’unione economica euroasiatica che comprenda l’Ucraina, limitarla a potenza regionale, far cadere o indebolire il regime di Putin perché oppositore dell’ordine mondiale imposto dall’America, espandere la NATO.

La partita si gioca in Ucraina.

L’Occidente muove e spinge l’Ucraina nell’orbita europea ed euro-atlantica, sfruttando un diffuso sentimento anti-russo, sostenendo finanziariamente l’opposizione al presidente Yanukovich e appoggiando il colpo di stato che lo mette in fuga nel febbraio del 2014.

La Russia annette la Crimea per salvaguardare i propri interessi geo-strategici nel Mar Nero. L’Occidente impone sanzioni economiche alla Russia che ne danneggiano l’economia: lo scopo e indebolire la posizione di Putin.

Muove la Russia:

1)  le contro sanzioni

In seguito alle sanzioni di USA e UE, che prendono di mira alcune personalità vicine a Putin e limitano l’accesso russo al credito internazionale, Putin ordina delle contro sanzioni che colpiscono i settori dei macchinari e dei prodotti agroalimentari e caseari sapendo così di creare un serio danno all’economia europea, soprattutto a Italia, Francia e Germania, in modo da spaccare l’Occidente già diviso su molte questioni. Solo in Italia il danno nel 2015 è stato di 2 miliardi di euro di mancate commesse a causa del balletto di sanzioni e contro-sanzioni.

2) l’intervento in Siria

Dopo anni di critiche da parte dell’Occidente nei confronti del supporto russo al regime di Assad colpevole di aver utilizzato armi chimiche contro l’opposizione (mentre, per inciso, l’America supporta regimi come quello saudita dove si lapidano le donne e si tagliano le mani ai ladri anche se minorenni), la crisi dei rifugiati siriani sveglia l’Europa. La guerra per procura che l’Occidente faceva fare a Iran e Arabia Saudita in Siria non conviene più ora che i siriani entrano in massa in Europa e minacciano la stabilità sociale. Bisogna trovare la pace in Siria e fermare i flussi. Putin ordina all’aviazione russa di colpire l’ISIS; da una parte colpisce l’ISIS dall’altra l’opposizione più moderata ad Assad.                                            Putin è l’unico leader non arabo che ha autorità su Assad e lo spinge ad un accordo. Assad dichiara che ha fatto di più la Russia in quattro giorni che l’Occidente in  quattro anni e offre una exit strategy. La Russia diventa l’interlocutore fondamentale per l’UE in Siria.

3) l’alleanza contro il terrorismo

Il terrorismo dell’ISIS colpisce la Russia il 31 ottobre 2015, mettendo una bomba nell’aereo della compagnia metrojet in volo da Sharm El Sheik a Pietroburgo: 224 morti. Putin, per evitare un’opposizione interna alla guerra da parte dell’opinione pubblica, evita di confermare che si tratti di un attacco terroristico fino a che anche Parigi non è colpita dagli attentati il 13 novembre, drammaticamente provvidenziali per la posizione russa. Ora che anche la Francia è colpita come può essere criticato per aver bombardato l’ISIS?  Putin ammette che l’attentato contro l’aereo russo è terrorismo e propone un’alleanza contro l’ISIS, “come contro Hitler”, mentre l’America non si sente di intervenire più seriamente, mandando soldati in Siria e Iraq.                                                                                                                  La grande potenza in questa crisi è la Russia che collabora militarmente con la Francia nei raids aerei di ieri. In 3 mosse il valore di potenza globale per la Russia è ristabilito: Mosca ora sovrasta militarmente, non solo diplomaticamente, gli americani nell’area di Siria e Iraq.Putin si presenta ora come l’interlocutore più forte nelle conferenze diplomatiche che seguiranno sulle future elezioni siriane. Resta da rimediare al danno economico.

4) Le sanzioni all’Ucraina

Riottenuto il grado di “pari” in senso geopolitico e militare, Putin punta a risolvere la questione economicamente, laddove essa era iniziata: in Ucraina. L’ultima mossa, di oggi, è stata quella di vietare l’importazione di prodotti dall’Ucraina, con un danno calcolato di 600 milioni di dollari per Kiev. Ora Putin ci ha messo in un angolo: se manteniamo le sanzioni alla Russia, dovremmo mantenere da soli l’Ucraina, il suo sistema economico distrutto da mesi di guerra civile, il suo stato corrotto, e la seconda popolazione più numerosa d’Europa.

Non solo non possiamo più tenere fuori la Russia dall’Europa, ma ci servirà un continuo e proficuo colloquio con Mosca. Con gli enormi problemi che gli immigrati portano con sé, unito al rifiuto dei paesi dell’Est Europa di farsene carico, e con i seri danni che le sanzioni hanno causato all’economia europea, la Russia deve tornare ad essere un mediatore e partner fondamentale. Inoltre, come possiamo isolare economicamente la Russia ora che è stata nostra alleata in guerra contro l’ISIS, mentre l’America è rimasta a guardare dicendo non avrebbe inviato soldati americani “on the ground”?                                                                          L’Europa può solo ridare il benvenuto ad una Russia più forte, nella quale il consenso interno a Putin è cresciuto ai massimi livelli da sempre e che ora è la potenza regionale di riferimento in medio Oriente, capace di  dialogare con sunniti e sciiti, senza il ventennio di errori con cui l’Occidente si presenta a leaders e popoli medio orientali.

Esattamente il contrario di quello che l’Occidente voleva.

 

 

scacchi-online1

 

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