Mese: dicembre 2015

Come si festeggia il capodanno in Russia? Con un film, lo stesso dal 1975

Forse non tutti sanno che in Russia il Natale si festeggia il 7 gennaio, poiché la Chiesa Ortodossa non ha accettato, per le festività, la riforma gregoriana del 1582 ed ha ancora il calendario che fu voluto da Giulio Cesare. Il capodanno, prima festività invernale, quindi, ha un’importanza particolare per i russi, che lo festeggiano a casa o nelle piazze cittadine con grande trasporto. Prima di uscire però, non c’è famiglia che non accenda il televisore, dove viene trasmesso, ogni 31 dicembre, dal 1975, il film “L’Ironia del Destino o “a vapor leggero””. Questa è la trama del film.

Ci troviamo a Mosca, il 31 Dicembre. Un uomo, immerso nei suoi pensieri, commenta le scelte degli architetti e degli urbanisti sovietici: i palazzoni sembrano tutti uguali, le strade hanno tutte il medesimo aspetto, e le diverse città spesso hanno in comune parecchi nomi di vie. Questo “cappello” introduce la molla che farà scattare il fraintendimento posto alla base del film. L’azione si sposta poi a casa del medico Ženja (Andrej Mjagkov), che si sta preparando a passare il Capodanno con la fidanzata Galja. Non senza qualche tentennamento, alla fine lui le chiede di sposarlo. Un po’ per abitudine, un po’ per festeggiare, Ženja si reca con i suoi amici alla banja (sauna aperta al pubblico, che più o meno equivale alle nostre terme), dove, tra fiumi di birra e vodka, finiscono per ubriacarsi. L’ebrezza produce immancabilmente una serie di equivoci: in breve tempo, Ženja si ritroverà seduto su un aereo per Leningrado (l’attuale San Pietroburgo). Il ragazzo, però, è talmente ubriaco da non rendersi conto di essere arrivato in un’altra città: l’architettura è identica, e anche quando dice al tassista il suo indirizzo di casa moscovita, questo non batte ciglio e lo porta al rispettivo recapito leningradese. Naturalmente, l’edificio è uguale, e la chiave di Ženja apre persino la porta del suo interno! Sfinito per i fumi dell’alcol e per l’inconsapevole viaggio, il nostro si addormenta sul letto dell’appartamento, anch’esso ammobiliato come il suo. Dopo poco, però, rientra la reale padrona di casa, la bellissima insegnante Nadja (Barbara Bryl’ska). La giovane donna tenta ripetutamente di svegliare l’inatteso ospite, persino versandogli addosso dell’acqua fredda dalla teiera. Non senza difficoltà, i due riescono a spiegarsi l’equivoco: in comune hanno lo stesso indirizzo, lo stesso interno dell’appartamento, ma le due città sono diverse, Mosca e Leningrado, “trascurabile” dettaglio sfuggito al maldestro Ženja. Il problema ora è spiegare l’accaduto ai rispettivi fidanzati, amici, madri… Tuttavia, grazie a questa ironia della sorte, i due troveranno il vero amore, nella romantica atmosfera donata dalle poesie russe musicate che incorniciano il film. In questo si può forse trovare il senso della seconda parte del titolo, “s lëgkim parom!”, un augurio di benessere che viene esclamato, ancora oggi, alla persona che esce dopo essersi fatta il bagno o la sauna.

Vi auguriamo Buon anno anche noi, lasciandovi con questo piccolo estratto dal film (con sottotitoli in italiano). Nadja canta a Ženja le bellissime parole di una poesia di Marina Czvetaeva (1892-1941), dedicate ad un amore impossibile, per il quale la poetessa si struggeva. Quello dei protagonisti del film, per fortuna, non sarà così impossibile, ed è forse per questo lieto fine che “L’ironia del Destino” continua a venir trasmesso, da quarant’anni.

Lavrov: il 2015 è stato difficile, nel 2016 ci vorrà buonsenso a Kiev come a Bruxelles

Il Ministro degli Affari Esteri russo Sergej Lavrov, in un’intervista all’agenzia di stampa Interfax, ha tirato le somme politiche per l’anno 2015 e ha pronosticato ciò che sarà nel 2016. Lavrov ha posto grande attenzione sull’Ucraina e sulla Siria. Secondo lui “ in Europa si sta prendendo sempre più coscienza che ciò che avviene in Ucraina, compreso il fatto che la nuova politica di Kiev riguardo l’aumento della forza militare”-e secondo Lavrov piani di questo tipo si stanno preparando- porterà a “fatti tragici e difficili da gestire”. Parlando della situazione in Siria, il capo del Ministero degli Esteri ha detto che “mentre non esiste un parere chiaro e univoco dal lato dell’opposizione, sono già settimane che il legittimo potere siriano è pronto al dialogo”. Inoltre, ha aggiunto, per il processo di pace in Siria “sarà necessario circa un anno e mezzo”.

Lavrov ha sottolineato, riguardo alla questione ucraina, che nel 2016 molto dipenderà dall’effettività del dialogo fra Kiev, Donetsk e Lugansk (le repubbliche filorusse nell’est del paese, ndr). “ Le parti, e prima di tutto il governo ucraino, devono trovare una volontà politica che porti alla risoluzione del conflitto, al dirimere le questioni irrisolte attraverso il dialogo” ha detto Lavrov. “E’ assolutamente insensato imporre la propria posizione in maniera unilaterale e in più cercare di dare la colpa alla Russia per delle decisioni prese da Kiev che tengono in stallo la risoluzione del conflitto, tutto questo in un assurdo contesto di sanzioni contro il nostro paese.”

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Fonte: Kommersant’

La Turchia rifiuta la coalizione anti-ISIS con Mosca e fomenta la rivolta anti-Russa in Ucraina

Il presidente turco Recep Taypp Erdogan ha annunciato oggi che la Turchia non parteciperà alla coalizione anti-ISIS formata da Russia, Siria, Iran e Iraq. Come ha notato il presidente turco, non è possibile ” sedere al fianco di un capo di stato di cui non si riconosce la legittimità”(Assad, ndr).

Fonte: Kommersant’

Lenur Islyamov, direttore del canale televisivo ATP e organizzatore del blocco della Crimea da parte degli attivisti ucraini, ha annunciato che il Ministero della Difesa turco ha iniziato a fornire sostegno militare al battaglione di volontari ucraino che “proteggerà i confini della Crimea nella Crimea stessa” e imporrà il blocco sulla penisola. Nella Duma hanno detto che se questa notizia sarà confermata, la Turchia avrà seriamente danneggiato la propria reputazione.

Fonte: Kommersant’

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Lavrov:l’UE ha la vista corta, non abbiamo iniziato noi la guerra in Ucraina

L’Unione Europea dovrebbe unire gli sforzi con la Russia per combattere il terrorismo internationale invece di imporre “illogiche” e “inutili” sanzioni, ha detto il Ministro degli Esteri russo in risposta al prolungamento di sei mesi delle sanzioni contro Mosca.
“Invece di costruire una cooperazione costruttiva per affrontare le sfide chiave del nostro tempo,come il terrorismo internazionale, le autorità di Bruxelles preferiscono continuare il gioco miope delle sanzioni” ha detto lunedì Sergeij Lavrov.
Mosca ha definito i tentativi dell’UE di collegare il prolungamento o meno delle sanzioni all’evolversi del conflitto militare in Ucraina, “artificiali e senza alcun fondamento”.
“Non è la Russia ad aver iniziato questo conflitto, ma le attuali autorità ucraine, che hanno cercato di sopprimere la volontà del Donbass che si è ribellato al colpo di stato a Kiev nel Febbraio del 2014” dice la nota.

Il ministro ha notato anche come l’inizio del conflitto sia stato causato dall’accordo di associazione che Kiev ha sottoscritto nientemeno che con l’UE.

“L’assenza di una logica nel comportamento dell’UE è ovvio: provano a punire la Russia per qualcosa che non solo è fuori controllo, ma nella quale l’UE è addirittura coinvolta attivamente” ha detto il ministro.

Mosca ha sottolineato che ha promosso in tutti i modi una risoluzione pacifica del conflitto, stimolando Bruxelles a “lavorare propriamente con Kiev” e persuadere ques’ultima a dare seguito agli accordi di pace di Minsk.

L’accordo di pace di Minsk è stato firmato fra il governo ucraino e i leader dei ribelli delle autoproclamatesi repubbliche di Donetsk e Lugansk dopo un anno di guerra e circa 7000 morti. L’accordo, che prevedeva un cessate il fuoco, uno scambio di prigionieri e l’esclusione dal conflitto dell’artiglieria pesante, ha portato ad un drastico calo della violenza, ma non è stato pienamente applicato da nessuna delle due parti.

Il Ministro ha sottolineato che “credere che le sanzioni potessero forzare la Russia ad abbandonare la sua posizione di principio è stato un errore fin dall’inizio, e l’estensione delle sanzioni significa che l’Unione Europea resta vittima dei propri errori”.

 

 

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Il Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov

 

Fonte: Russia Today

Putin: La Russia non terrà il broncio per il rinnovo delle sanzioni

Vladimir Putin ha annunciato che la Russia è aperta e pronta a collaborare con gli stati europei nell’economia, nella politica e nella lotta al terrorismo. “Nelle relazioni fra stati è giusto che ci siano interessi diversi. Gli interessi degli stati europei tendono ad un maggior coordinamento nelle sfere dell’economia e della politica. E ad unire gli sforzi con la Russia” ha detto il presidente in un intervista che è stata resa pubblica con il documentario “Ordine Mondiale”, in onda su Rossija 1, sottolineando che non “terremo il broncio” per queste sanzioni. 

Il comitato di rappresentanti permanenti europeo, il COREPER, ha rinnovato in automatico le sanzioni alla Russia il 18 Dicembre scorso per un periodo di sei mesi, quindi fino al 31 Giugno 2016.

 

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Fonte Kommersant: http://www.kommersant.ru/doc/2882170

Medvedev: l’Ucraina non ripagherà i debiti con la Russia e l’Occidente fa orecchi da mercante

 

Il primo ministro russo, Dimitry Medvedev ha detto ai giornalisti che l’Ucraina non ha alcuna intenzione di ripagare il debito di 3 miliardi di dollari che ha contratto con la Russia e ha criticato duramente i governi occidentali perché stanno coprendo le azioni di Kiev, che violano accordi finanziari totalmente legali presi in precedenza.
“Sono sicuro che l’Ucraina non restituirà il suo debito perché sono dei ladri” ha detto Medvedev mercoledì durante un’intervista con i principali canali russi. “Loro rifiutano di ridarci i soldi e i nostri partners occidentali non solo non ci aiutano, ma vanificano i nostri sforzi” ha aggiunto.
Il primo ministro ha ricordato ai giornalisti che il debito dell’Ucraina verso la Russia è stato contratto e chiaramente definito da due stati sovrani:
“Le autorità ucraine hanno chiesto alla Russia di partecipare nell’acquisto di titoli del tesoro, per migliorare alcuni indicatori economici del paese. Quando due governi fanno un accordo, si tratta di debito sovrano”ha detto Medvedev.
Il primo misnitro ha anche detto che il comportamento del Fondo Monetario Internazionale(FMI) e di altri attori è stato tutto fuorché corretto:”E’ molto strano che le istituzioni internazionali abbiano cominciato a dire che in questo caso non si tratta di debito sovrano e che quindi non vada restituito. Questa è una stupidaggine. E una bugia chiara e cinica.”

Medvedev ha sostenuto inoltre che secondo le convenzioni internazionali, il mancato pagamento del debito-anche chiamato default sul debito sovrano- dovrebbe sempre portare a ” conseguenze spiacevoli” per il debitore.

Martedì, il board del FMI ha modificato la propria politica sui prestiti alle nazioni in arretrato verso altri governi, apposta per includere il caso ucraino. Eppure, precedenti regole del FMI dicevano che “il FMI non presta a nazioni che non stiano facendo uno sforzo chiaro per eliminare i loro arretrati coi creditori”.Con il suo debito da 3 miliardi di dollari verso la Russia l’Ucraina è fra le nazioni di cui il FMI parla, essendo Kiev intenzionata a non ripagare il debito di fine anno con la Russia.

La Russia ha offerto anche di ristrutturare il debito con la garanzia di una terza parte ma l’Ucraina ha rifiutato.

 

Ultimamente il ministro delle finanze ucraino, Natalie Jaresko ha detto al settimanale Nikkei Business che Kiev potrebbe rifiutare di onore il debito a causa di forti pressioni della popolazione. Questa frase ha scatenato l’ironica riposta del portavoce del Ministero degli esteri russo Maria Zakharova: “Noi abbiamo una domanda” ha scritto Zakharova su Facebook commentando la frase di Jaresko: ” E la forte pressione da parte degli abitanti della Crimea non è un argomento sufficiente per la riunione con la Russia?”

Nessun membro del governo Ucraino ha commentato.

 

Mercoledì il presidente Putin ha ordinato al governo di portare in giudizio l’Ucraina qualora quest’ultima non onori il pagamento, in scadenza a fine 2015.

 

 

 

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Il primo Ministro russo Dimitry Medvedev

 

 

Fonte: Russia Today

L’Italia spinge per una sospensione delle sanzioni alla Russia

Finalmente una buona notizia, per la quale questo blog ha tanto scritto e sperato. L’Italia è il primo stato europeo ad annunciar ufficialmente che non è d’accordo al rinnovo automatico delle sanzioni contro la Russia. L’Italia ha negato il consenso oggi all’incontro degli ambasciatori dei 28 paesi dell’Unione Europea a Bruxelles. La decisone è rinviata dunque al summit del 17-18 Dicembre. Un forte segnale politico verso una risoluzione di un conflitto economico insensato di cui l’Italia è una delle prime vittime. Per ulteriori dettagli sui danni delle sanzioni alla Russia per l’economia europea e italiana rimandiamo all’articolo di questo blog “Siamo sicuri che le Sanzioni Funzionino?” pubblicato nell’ottobre 2015.

 

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Dal diario di Jurovski, l’assassino dello zar Nicola e della sua famiglia

Verso le 11 di sera ho radunato di nuovo gli uomini; ho distribuito i fucili e ho detto loro che di lì a poco avremmo proceduto all’eliminazione dei prigionieri. Pavel Medvedev mi ha informato che le guardie interne ed esterne erano state accuratamente controllate, che sia lui che il caporale della guardia tenevano sotto costante osservazione la zona circostante la casa, come anche l’edificio dover era alloggiata la guardia esterna. Il camion è spuntato soltanto all’una e mezza. Quando è arrivato il veicolo, dormivano tutti. E stato chiamato Botkin, che ha svegliato tutti gli altri. E stata fornita la seguente spiegazione:” In vista dei disordini in città, è essenziale spostare la famiglia Romanov dal piano superiore a quello inferiore”. Si sono vestiti in mezz’ora. Giù era stata scelta una stanza con un muro divisorio di legno intonacato (per evitare i rimbalzi) da dove erano stati portati via tutti i mobili.   Nella stanza attigua il plotone era pronto. I Romanov non sospettavano alcunché.Nonostante li avessi avvisati tramite Botkin di non portare giu niente, avevano preso lo stesso qualche piccola cosa, cuscini, borsette ecc. e anche un cagnolino.       Quando sono arrivati nella stanza (dove, vicino all’ingresso, a destra, c’era una grande finestra che prendeva quasi tutta la lunghezza del muro), ho suggerito loro di mettersi in piedi contro la parete. In quel momento evidentemente non sospettavano quanto li aspettava. Alessandra ha detto:” Qui non ci sono nemmeno le sedie”. Nicola aveva portato giù alessio in braccio. Ora stava in piedi e reggeva il ragazzo.

Ho ordinato che venissero portate due sedie. Alessandra si è seduta su una delle due, a destra dell’ingresso vicino alla finestra, quasi nell’angolo. Accanto a lei, a sinistra dell’ingresso, stavano le figlie e Demidova. Alessio è stato messo di fianco alla madre sull’altra sedia, dietro di lui c’erano il dottor Botkin, il cuoco e gli altri, mentre Nicola era rimasto in piedi di fronte al figlio.  Contemporaneamente ho dato disposizione che gli uomini scendessero e ho ordinato che venisse predisposto tutto e che ognuno fosse al proprio posto in attesa dell’ordine. Nonostante avesse fatto sedere Alessio ,Nicola era in una posizione tale che gli faceva da scudo. A questo punto ho detto più o meno questo a Nicola: che i suoi reali parenti,in patria e all’estero, stavano tentando di liberarlo e che il soviet dei deputati dei lavoratori aveva ordinato che fossero fucilati. Nicola si è girato verso la famiglia, poi, come se si fosse ricordato di qualcosa, si è rigirato chiedendo: ” Che cosa? Che cosa?”. La squadra sapeva già dove doveva sparare e a chi, e aveva avuto l’ordine di mirare dritto al cuore per evitare un eccessivo spargimento di sangue e concludere la questione al più presto. Nicola non ha detto altro, si è girato di nuovo verso la famiglia, gli hanno lanciato qualche esclamazione incomprensibile, il tutto è durato pochi secondi. Poi è iniziata la sparatoria. Io ho sparato a Nicola e l’ho ucciso all’istante. Non ha avuto nemmeno il tempo di girarsi per avere una risposta. Ma poi il fuoco e diventato caotico e senza metodo. Malgrado la stanza fosse piccola, gli uomini avrebbero potuto starci tutti e portare a termine l’esecuzione in modo ordinato. Il fuoco si è intensificato a causa delle urla delle vittime. Ho avuto molta difficoltà a porre fine alla fucilazione.

Una pallottola sparata da uno del plotone che mi stava alle spalle mi ha sfiorato la testa, e un uomo ha avuto la mano trapassata e ferita.Quando è finita la sparatoria, ci siamo accorti che le figlie, Alessandra e, a quanto pare anche la dama di compagnia Demidova e Alessio erano ancora vivi. Ho pensato che fossero caduti a terra per paura, o forse di proposito, riuscendo così a rimanere in vita. Per cui ci siamo accinti a dare loro il colpo di grazia. Alessio era come impietrito sulla sedia quando gli ho sparato. Gli uomini sparavano alle ragazze, ma senza molto successo così Ermakov ha iniziato con la baionetta ma neanche questo è servito e alla fine abbiamo mirato dritto alla testa. Soltanto nella foresta ho scoperto perché era stato così difficile uccidere Alessandra e le ragazze. Le baionette non penetravano nei corpetti.

Poi i resti sono stati sepolti sotto il falò, quindi è stato acceso un altro fuoco, che ha coperto ogni traccia di sterro. Contemporaneamente per gli altri morti è stata scavata una fossa comune.

La buca, che misurava 3,5 arshin quadrati e profonda 2.5 arshin, è stata pronta alle 7 del mattino. I cadaveri sono stati deposti nella fossa mentre le facce e i corpi venivano cosparsi di acido solforico per renderli irriconoscibili, e anche per prevenire la fuoriuscita di fetore (la buca non era molto profonda).

Avendo ricoperto il tutto con terra e sterpi, vi hanno poggiato su dei travetti e ci sono passati su varie volte col camion finche non è scomparsa ogni traccia di sterro. Il segreto è stato mantenuto al cento per cento: i bianchi non hanno mai trovato questa tomba.

 

 

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Lo zar Nicola II al centro circondato dalla sua famiglia. Furono tutti sterminati il 4 Luglio del 1917

Le ragioni del conflitto russo-ucraino

Suggeriamo oggi questo approfondimento di RaiStoria sulle ragioni del conflitto russo-ucraino, che ripercorre i rapporti fra i due paesi e spiega la complessità di un argomento spesso trattato con troppi sentimenti e pochi ragionamenti.

 

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Una ragazza in Piazza Maidan, Ucraina, 6 Marzo 2014.

 

Per vedere il video cliccare sul seguente link: http://www.raistoria.rai.it/articoli/ucraina-russia-radici-di-una-crisi/25983/default.aspx