Come si festeggia il capodanno in Russia? Con un film, lo stesso dal 1975

Forse non tutti sanno che in Russia il Natale si festeggia il 7 gennaio, poiché la Chiesa Ortodossa non ha accettato, per le festività, la riforma gregoriana del 1582 ed ha ancora il calendario che fu voluto da Giulio Cesare. Il capodanno, prima festività invernale, quindi, ha un’importanza particolare per i russi, che lo festeggiano a casa o nelle piazze cittadine con grande trasporto. Prima di uscire però, non c’è famiglia che non accenda il televisore, dove viene trasmesso, ogni 31 dicembre, dal 1975, il film “L’Ironia del Destino o “a vapor leggero””. Questa è la trama del film.

Ci troviamo a Mosca, il 31 Dicembre. Un uomo, immerso nei suoi pensieri, commenta le scelte degli architetti e degli urbanisti sovietici: i palazzoni sembrano tutti uguali, le strade hanno tutte il medesimo aspetto, e le diverse città spesso hanno in comune parecchi nomi di vie. Questo “cappello” introduce la molla che farà scattare il fraintendimento posto alla base del film. L’azione si sposta poi a casa del medico Ženja (Andrej Mjagkov), che si sta preparando a passare il Capodanno con la fidanzata Galja. Non senza qualche tentennamento, alla fine lui le chiede di sposarlo. Un po’ per abitudine, un po’ per festeggiare, Ženja si reca con i suoi amici alla banja (sauna aperta al pubblico, che più o meno equivale alle nostre terme), dove, tra fiumi di birra e vodka, finiscono per ubriacarsi. L’ebrezza produce immancabilmente una serie di equivoci: in breve tempo, Ženja si ritroverà seduto su un aereo per Leningrado (l’attuale San Pietroburgo). Il ragazzo, però, è talmente ubriaco da non rendersi conto di essere arrivato in un’altra città: l’architettura è identica, e anche quando dice al tassista il suo indirizzo di casa moscovita, questo non batte ciglio e lo porta al rispettivo recapito leningradese. Naturalmente, l’edificio è uguale, e la chiave di Ženja apre persino la porta del suo interno! Sfinito per i fumi dell’alcol e per l’inconsapevole viaggio, il nostro si addormenta sul letto dell’appartamento, anch’esso ammobiliato come il suo. Dopo poco, però, rientra la reale padrona di casa, la bellissima insegnante Nadja (Barbara Bryl’ska). La giovane donna tenta ripetutamente di svegliare l’inatteso ospite, persino versandogli addosso dell’acqua fredda dalla teiera. Non senza difficoltà, i due riescono a spiegarsi l’equivoco: in comune hanno lo stesso indirizzo, lo stesso interno dell’appartamento, ma le due città sono diverse, Mosca e Leningrado, “trascurabile” dettaglio sfuggito al maldestro Ženja. Il problema ora è spiegare l’accaduto ai rispettivi fidanzati, amici, madri… Tuttavia, grazie a questa ironia della sorte, i due troveranno il vero amore, nella romantica atmosfera donata dalle poesie russe musicate che incorniciano il film. In questo si può forse trovare il senso della seconda parte del titolo, “s lëgkim parom!”, un augurio di benessere che viene esclamato, ancora oggi, alla persona che esce dopo essersi fatta il bagno o la sauna.

Vi auguriamo Buon anno anche noi, lasciandovi con questo piccolo estratto dal film (con sottotitoli in italiano). Nadja canta a Ženja le bellissime parole di una poesia di Marina Czvetaeva (1892-1941), dedicate ad un amore impossibile, per il quale la poetessa si struggeva. Quello dei protagonisti del film, per fortuna, non sarà così impossibile, ed è forse per questo lieto fine che “L’ironia del Destino” continua a venir trasmesso, da quarant’anni.

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