L’Ucraina non è uno stato sovrano ed è pericoloso trattarla come tale

Da qualunque punto di vista si osservi la crisi ucraina, non si può non convenire su un punto: l’Ucraina è soltanto un’espressione “geografica”, non un vero stato sovrano, con una propria comune identità e un centro unificatore. La Galizia, il Donbass, la Crimea sono altrettante Ucraine, ognuna delle quali potrebbe legittimamente chiedere un governo separato. La guerra che infiamma l’Ucraina da ormai due anni, combattuta in nome della libertà di Kiev di scegliere il proprio futuro, dimostra paradossalmente che l’Ucraina non esiste. Almeno non ne esiste soltanto una.

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La mappa mostra le macro aree che compongono l’Ucraina. La parte ad est orbita nell’area di influenza russa economicamente e culturalmente.

Mai concepita nella storia per essere uno stato sovrano, l’Ucraina vive la schizofrenia delle terre di confine. Non è protetta da alcuna barriera fisica ed è stata la culla della Russia pre-moderna dopo l’invasione dei vichinghi che navigavano sul fiume Dnepr nel IX secolo. Fu poi conquistata dai mongoli, i polacchi, parzialmente dagli austriaci  per poi venir riannessa da Caterina la grande all’impero russo nel XVIII secolo. A testimonianza di un passato fatto di mescolanze politiche ed etniche vivono oggi in Ucraina ungheresi, moldavi, romeni, polacchi, greci bulgari…Ci sono cattolici di quattro riti distinti, ortodossi russi, ucraini e greci, ebrei ed atei. L’Ucraina è un porto di mare più che uno stato, con marcatissime differenze etniche linguistiche ed economiche. A spartirsi il potere, come è avvenuto in molti stati ex-sovietici, sono un clan di oligarchi che ha fatto fortuna negli anni successivi alla caduta del muro di Berlino. Secondo molti osservatori, sono proprio loro che beneficeranno dell’ingresso dell’Ucraina nel giro d’affari dell’Unione Europea, mentre il popolo, messo di fonte al fatto compiuto, si trova a combattere una guerra civile in nome di un’identità nazionale inesistente.

Priva di un passato indipendente e di una chiara identità l’Ucraina era l’ultimo stato al quale si potesse chiedere una netta presa di posizione geopolitica senza che questo causasse un conflitto civile. Eppure un’Unione Europea smaniosa di conquistare nuovi mercati, e un’America aggressivamente russofobica si sono comportati come se stessero dialogando con un Lussemburgo, e non con una terra di confine fragile e divisa nella quale si concentrano fondamentali interessi strategici russi. Quando Jankovic ha rifiutato di firmare l’accordo di associazione con l’UE nel 2013, avendo quest’ultimo ricevuto forti pressioni da Mosca perche entrasse invece a far parte dell’ Unione Euroasiatica, sembrava che di colpo l’Occidente scoprisse le ruberie di un tiranno e dovesse sostenere un popolo oppresso attaccato da Mosca come dal suo pupazzo Jankovic. Ignorando che questo popolo oppresso e innocente stava rispolverando il peggio del nazionalismo xenofobo del secolo scorso, in versione 2.0. Con un pressappochismo davvero sorprendente, i media occidentali non hanno mai mostrato quanto fosse composito e difficile il mosaico della rivolta ucraina, presentando i russi come cattivi e il popolo ucraino come martire.

L’Ucraina indipendente non è mai esistita. Per questo, il nazionalismo ucraino, immaginazione pura, è ipertrofico, violento, selvaggio. Il suo simbolo è Stepan Bandera, autore di stragi contro gli ebrei di inaudita crudeltà per conto dei nazisti. Bandera è tornato in auge durante le rivolte di Maidan, proteste vestite di una facile russofobia per non affrontare i veri problemi interni all’Ucraina: l’assenza totale di un demos ucraino, la mancanza di un’identità nazionale chiara e democratica e la dilagante corruzione, non certo portata a Kiev dai russi.

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Un manifestante ucraino sorregge un’immagine dei Stepan Bandera, leader dell’Esercito di Insurrezione Ucraino  e collaboratore dei nazisti.

E’ paradossale che sia l’Unione Europea, il tempio grigio della perdita di identità nazionale, a fungere da modello per la nuova identità ucraina. Si illudono gli ucraini di trovare risposte alle loro domande e soluzioni ai loro problemi entrando sotto l’influenza di Bruxelles. Bruxelles che talmente poco ha capito della frammentazione etnica e sociale ucraina che, oltre all’errore geopolitico madornale di entrare a gamba tesa in una terra di confine come l’Ucraina,  ha poi preteso di risolvere i problemi del paese buttando a fondo perduto miliardi ogni mese nelle casse di Kiev. Il governo di Poroshenko, protetto in ogni modo possibile dall’Occidente, non sta facendo alcuna vera riforma politica o sociale a beneficio del popolo ucraino che lo detesta sempre di più, mentre abbiamo perso il filo di intesa che avevamo con la Russia. Se l’Unione Europea avesse voluto davvero giocare da grande potenza internazionale avrebbe dovuto spingere per una neutralità dell’Ucraina, conservando il buon rapporto (sopratutto economico) con Mosca ed evitando la guerra civile in Ucraina. I media occidentali potranno dare la colpa a Putin fino a che anche noi europei vedremo che sostenere ad occhi chiusi le proteste Maidan avrà avuto dei costi enormi. Per tutti.

 

7 comments

  1. Mi sembri una persona intelligente, ma questo che scrivi e pura propaganda russa. L’Ucraina esisteva, esistev e sempre esistera.

    Perche non dici niente della guerra che Russia ha fomentato? O anche tu pensi che sono “minatori e labaratori” dal’est dell’Ucraina che combattono esircito Ukrainese e si sostengono con soldi e armi per due anni? E assurdo che Russia asseritamente non e convolta in guerra in Ucraina.

    Perche non scrivi niente sulla Nadia Savchenko che va condannata in Russia per 23 anni in prigione per defendere il proprio paese contro gli occupanti?

    E evidente che Russia fa tutto per creare conflitti sulla territoria dell ex USSR come Georgia, Ucraina o Moldova. Russia adesso e un paese autoritario e non vedo alcun motivo per defenderla.

    P.S. scusa per mio italiano 🙂 Ti consiglio riguardare questo canale: https://www.youtube.com/user/OmelchukTV

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    1. Grazie per il tuo commento e il tuo italiano e’ perfetto! 🙂 Nell’articolo non vogliamo certo negare l’esistenza del nazionalismo ucraino,(già Lenin lo aveva riconosciuto e rispettato nel 1917) quanto dell’effettiva assenza di un’esperienza statuale indipendente e autonoma per lo stato ucraino. Certo che esiste la nazione Ucraina, lo vediamo dalle proteste di piazza, ma la nazione non coincide con lo stato ucraino.Forse sarebbe giusto dividere l’Ucraina in due parti, una parte che entri nell’orbita russa e l’altra più europea?
      Inoltre, certo che la Russia e’ coinvolta, ci mancherebbe. E giusto che lo sia, visto che l’Ucraina e una terra speciale per la Russia con enormi interessi economici, politici e geopolitici. E più strano che l’Unione Europea e gli Stati Uniti siano coinvolti in vicende interne all’Ucraina.
      Che si lasci al popolo decidere, ma con una vera democrazia!

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  2. Anche la mappa non e giusta e attuale. Kharkiv, Mariupol e alti cita del’regione sono sotto controllo di Kiev.
    Questo che e chiamato area linguistica russa e creata grazie a “Holodomor”. 19 nazioni indipendenti hanno riconosciuto le azioni del governo sovietico nell’Ucraina dei primi anni Trenta come atti di genocidio!

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    1. Per fortuna! E infatti la grande maggioranza di chi ha manifestato e’ composta da persone per bene. E la strumentalizzazione di questa protesta che ci preoccupa, il fatto che molte persone per bene protestino per poi finire peggio di prima, con un nuovo oligarca al potere, che ancora non si occupa dei problemi reali del popolo ucraino e da la colpa a Putin.

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  3. Ottimo articolo, chiaro e conciso!
    nonimporta non c’è mai stato nessun Holodomor, le foto che ti fanno vedere risalgono alla guerra civile del 1918 e gli americani e i nazisti le hanno spacciate per “prove della carestia”. Certo, ci furono difficoltà economiche dovute alla siccità e ad errori nell’applicazione della politica di Stalin sulla collettivizzazione ma non ci fu nessuna strage. Queste nazioni che lo hanno “riconosciuto” come “crimine” chi sono? E sono davvero indipendenti o sono filoamericane?

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