“Attacco all’Ucraina”. Un libro per chi vuole capire a fondo le ragioni del conflitto fra Mosca e Kiev e il ruolo dell’Occidente

“Una buona conoscenza della storia – diceva Churchill- è come una faretra piena di frecce nelle discussioni”. Attacco all’Ucraina  trasforma il lettore italiano, seguendo la metafora di Churchill,  in un provetto arciere nello scontro tra Russia e Occidente, che si sta consumando ormai da due anni sulla scacchiera ucraina.

Un libro polifonico, che include saggi di Lucio Caracciolo, Nicolai Lilin, Giulietto Chiesa, Carlo Freccero, Aldo Ferrari, Fausto Biloslavo,Franco Cardini, Paolo Calzini, Stefano Galli e Maurizio Carta. Diversi punti di vista, da quello storico a quello geopolitico, passando per quelli da studioso dell’informazione e da reporter: Attacco all’Ucraina fornisce tutti gli strumenti per capire a fondo cosa ci sia dietro il dramma ucraino. 

Dati concreti, informazioni pratiche e precise che lasciano spesso stupefatti, mostrando al lettore come l’Occidente, guidato dagli Stati Uniti, abbia un preciso piano di controllo strategico, politico ed economico della Russia, per il quale non ha esitato a sacrificare quei valori e quei principi su cui pensiamo sia fondato il “mondo libero”: l’imparzialità delle informazioni e l’autonomia dei media in primis. Questa pubblicazione “dissidente” appare allora ancora di più come un coraggioso e autorevole controcanto ai media e giornali mainstream.

Fondamentale tema, fra gli altri, per districarsi nel complesso labirinto del conflitto civile ucraino, è quello dell’autodeterminazione dei popoli, delle molte “nazioni senza stato”, delle quali l’Ucraina è straordinariamente ricca. Il diritto all’autodeterminazione, riconosciuto dalla comunità internazionale, è stato utilizzato come arma di divide et impera dagli Stati Europei durante il XIX e XX secolo. Stefano Galli descrive con grande chiarezza l’ambiguità  dell’Occidente che ha riconosciuto, quasi imposto,  il diritto all’autodeterminazione dei popoli con gli accordi di Helsinki per far vacillare dall’interno l’Unione Sovietica (nella quale vivevano più di cento diverse etnie), ma che oggi fatica riconoscere l’autodeterminazione di una Crimea evidentemente russa, che è legittimamente tornata sotto il controllo di Mosca tramite referendum. Inutile girarci intorno, conclude Galli, l’unica soluzione per l’Ucraina è un modello confederato che sia rispettosi delle diverse etnie e diversi orientamenti politici, non un ottuso aut-aut fra Russia ed Europa, sul quale invece è stata impostata la vicenda sin dall’inizio.

Di questo ed altri temi tratta questa pubblicazione che rende bene conto della complessità e della peculiarità dell’Ucraina, vista come una zona grigia fra Europa e Russia più che come uno stato unitario padrone del proprio destino politico. Come riassume Maurizio Carta “l’Ucraina è una costruzione statuale incoerente, frutto della somma di eccezionali circostanze storiche (da Yalta al crollo dell’URSS) e pensata-almeno negli attuali confini- non certo per ritrovarsi a svolgere le funzioni di Stato Sovrano”. Su questo Stato diviso e fragile, gli USA e l’UE hanno lanciato una sfida geopolitica ed economica a Mosca. Nulla di più miope dal punto di vista storico e più pericoloso dal punto di vista geopolitico: le conseguenze di questo conflitto rischiano di influenzare profondamente il nostro futuro e di compromettere i rapporti che abbiamo ricostruito con Mosca dopo il 1991.
Il libro procede con brevi capitoli che si susseguono fornendo al lettore informazioni giuridiche, storiche, sociali e culturali con chiarezza e sintesi, dalla forza controllata di Caracciolo alla passionalità di Giulietto Chiesa.
Si scopre allora che coloro che in Ucraina hanno davvero spinto per promuovere il dialogo fra le diverse parti del paese sono stati “sanzionati” dall’Occidente, come fossero pericolosi criminali, come è successo per esempio all’ex primo ministro ucraino Mykola Azarov.
Il saggio di Freccero mostra invece l’ambiguità dei media occidentali nel selezionare le notizie, con l’intento di presentare la Russia come “cattiva” e la protesta come “buona” mentre la verità è un terreno ben più complesso.
Si legge poi con apprensione della forte impronta neo-nazista che ha guidato le proteste di piazza, di cui invece l’Occidente si è subito innamorato, come sottolinea Biloslavo.               E allora viene da chiedersi se sia davvero la pace il fine ultimo dell’intervento dell’ Occidente nelle vicende di Kiev. E ancora, ci si interroga su quale sia il ruolo dell’Ucraina nel progetto euroasiatico di Putin. E non da ultimo ci si domanda se sarà davvero capace Kiev di guidare uno stato così diviso e frammentato verso un modello europeo di democrazia.
Il libro cerca di ripondere a questa ed altre domande e, pagina dopo pagina, si compone un affresco tanto chiaro quanto inaspettato, che conquista anche il lettore più scettico. Attacco all’Ucraina si legge d’un fiato (poco più di 100 pagine) e lascia materiale per riflettere e guardare alla questione con occhi diversi, sicuramente più esperti ed informati.

 

Per la lettura: “Attacco all’Ucraina”, a cura di Sandro Teti e Maurizio Carta, pubblicato da Sandro Teti Editore, p.148 (2015)

Anti government protest in Ukraine

Un manifestante lancia una molotov durante gli scontri a Kiev del Febbraio 2014

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