La lettera di Khomeini a Gorbachev: il vuoto lasciato dall’URSS verrà riempito dall’islamismo radicale

Correva l’anno 1989.  L’Unione Sovietica stava per implodere, dopo che Gorbachev aveva involontariamente ma definitivamente issato bandiera bianca nella lotta ideologica contro l’Occidente capitalista. Il crollo dell’Unione Sovietica avrebbe dato all’Occidente la sicumera di aver trionfato sul mondo, la certezza che lo Spirito della Storia hegeliano avesse finalmente raggiunto il suo apice, rappresentato dalla democrazia liberale e capitalista. Eppure, una lettera dell’Ayatollah Khomeini indirizzata proprio a Gorbachev proponeva una visione diversa che oggi, mentre il mondo occidentale si sfalda di fronte alla minaccia del terrorismo islamico, suona sinistramente premonitrice.

Dopo aver proclamato la sharia come legge fondamentale in Iran, Khomeini presentò al mondo un nuovo baluardo ideologico contro l’Occidente capitalista. A differenza del Comunismo, che si opponeva al capitalismo utilizzandone la terminologia e sopratutto condividendo con esso la laicità, portato principale della modernità europea, l’islamismo si presentava come un nemico su più fronti: quello già noto dell’anti-colonialismo insieme a quello totalmente nuovo del fanatismo religioso contro la laicità, della spiritualità belligerante contro il materialismo. Khomeini quindi fece qualcosa di più radicale della Rivoluzione interna al proprio paese: elaborò anche l’ambizioso disegno di porre l’Islam alla testa di tutti i popoli diseredati della terra, sostituendo in questo ruolo il marxismo-leninismo che stava tramontando.

Abbiamo selezionato alcuni stralci della lettera

Nel Nome di Dio Clemente e Misericordioso

Egregio Signor Gorbaciov, Presidente del Presidium del Soviet Supremo dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, auspico a Lei e al popolo sovietico felicità e prosperità.

          …

Egregio Signor Gorbaciov, bisogna aprire gli occhi alla verità. La difficoltà principale del Suo Paese non è costituita dal problema della proprietà, dell’economia e della libertà. Il vostro problema è l’assenza di una vera credenza in Dio, lo stesso problema che ha trascinato o trascinerà l’Occidente in un vicolo cieco, nel nulla. Il vostro problema principale è la lunga lotta contro Dio, contro la Fonte dell’esistenza e della creazione.

Egregio Signor Gorbaciov, è chiaro a tutti che d’ora in poi bisognerà cercare il comunismo nei musei della storia politica del mondo. Il marxismo, infatti, non rappresenta una risposta a nessunissimo reale bisogno dell’uomo. Si tratta di una dottrina materialistica e col materialismo non si può certo far uscire l’umanità dalla crisi provocata proprio dalla non credenza nello spirito. E’ questo il male principale della società umana, all’Est come all’Ovest.

Egregio Signor Gorbaciov, è possibile che per molti versi Lei, apparentemente, non abbia volte le spalle al marxismo e che ancora, in futuro, nei Suoi discorsi esponga la Sua piena credenza in esso. Ma Lei sa che, in realtà, non è così. Il Capo della Cina ha inferto al comunismo il primo colpo, Lei il secondo e, a quanto pare, l’ultimo. Oggi al mondo non esiste più qualcosa chiamato comunismo. Ma da Lei voglio davvero che nell’abbattere le mura delle illusioni marxiste non vada a cadere nella prigione dell’Occidente e del Grande Satana.

Spero che troverà la vera gloria costituita dall’aver spezzato via dalla storia e dal Suo Paese gli ultimi sedimenti imputriditi creati nel mondo comunista da settant’anni di deviazioni. Oggi ormai anche i governi che si muovono nella vostra stessa direzione, il cui cuore batta e per la patria e per i loro popoli, non sono più disposti a impiegare le ingenti risorse dei loro paesi, i prodotti del sottosuolo per dimostrare i successi del comunismo, le cui ossa si stanno sgretolando con uno scricchiolio che è già giunto alle orecchie dei loro figli.

Signor Gorbaciov, quando dai minareti di alcune vostre repubbliche, dopo settant’anni, si è levato il grido Allah Akbar e la testimonianza di fede nella missione dell’ultimo Profeta (che la pace sia con lui e con i suoi Discendenti), tutti i seguaci del puro Islam mohammadiano hanno pianto di entusiasmo. Per questo ho ritenuto necessario richiamare alla Sua attenzione questo problema, per invitarla a riflettere ancora una volta sulle due visioni del mondo, quella materialistica e quella ispirata alla dottrina dell’unità divina.

…Concludendo, dichiaro chiaramente che la Repubblica Islamica dell’Iran, che è il bastione più saldo dell’Islam nel mondo, può facilmente riempire il vuoto ideologico del vostro sistema.

Il nostro paese, in ogni caso, come in passato, crede nei rapporti reciproci di buon vicinato e nutre per questo principio il più profondo rispetto. Che la pace sia con chi segue la Guida.

Ruhollah al Musavi Al Khomeini 1° gennaio 1989

La lettura, oggi, delle parole che Khomeini scrisse a Gorbachev colpisce per la freddezza del ragionamento e la dichiarata belligeranza con cui l’Islam radicale si stava annunciando al mondo. Gli attentati che dal 2001 sconvolgono l’Occidente sono la prova di quanto le fondamenta ideologiche di Khomeini siano stato accolto da nuovi attori sempre più numerosi ed organizzati.

Putin ha definito il crollo dell’Unione Sovietica “la più grave catastrofe del XX secolo”, e ha sempre evidenziato la necessità, per Occidente e Russia, di cooperare nella lotta al terrorismo internazionale, forse conscio dell’importanza che il crollo del sistema in cui lui stesso è nato e cresciuto ha avuto nel facilitarne la propagazione. La risposta di Europa e Stati Uniti alla proposta russa è stata di scherno: piuttosto che formare una coalizione congiunta contro l’ISIS, la NATO preferisce schierare delle truppe ai confini con la Russia, mentre a Parigi, e poi Bruxelles, il terrorismo colpisce e uccide. Se l’Occidente non troverà un’intesa con Mosca contro il terrorismo islamico, vera minaccia all’ordine mondiale, dimostrerà di non aver compreso a fondo la lezione della Storia. Aver vinto la Guerra Fredda apparirà allora come una tragica sconfitta.

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2 comments

  1. l’avevo capito alla caduta di Gorbaciov; i decenni successivi l’hanno confermato.
    Tutte le religioni, dagli sciamani al monoteismo, sono la stampella del potere, ma non del proletariato.
    Nonostante il sogno di Cristo, il cristianesimo s’e’ affrettato a benedire le bandiere di tutti gli eserciti.
    Franco
    26/3/2016

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  2. Agghiacciante! Bravo Raimondo a ritrovare questo pezzo di archeologia (e divinatoria) politica!
    Quel mostro di Khomeini aveva ahimè ragione.
    Siamo peggio dei passeggeri del Titanic che ballavano il walzer mentre la nave “più sicura del mondo” affondava… Anche l’Occidente e in testa gli USA fino all’11 settembre si sentivano “inaffondabili”. Ed ora annaspiamo nell’acqua gelida strappandoci l’un l’altro il salvagente.

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