Jamala vince con la sua canzone anti-russa, premiata da un’Europa sempre più kitsch e senza visione politica

Cosa sia l’Eurovision Contest non è chiarissimo. Una specie di Sanremo europeo, regno del politicamente corretto, dell’intellettualmente sterile e del kitsch. Si scrive infatti così, con un cuore al posto della V di vision.

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Ogni nazione partecipa con un cantante, ed è così dal 1956. Si capisce che, in tempi di propaganda come quello attuale, non si premia il cantante più bravo, ma quello che proviene dal paese più obbediente o più attrattivo per i progetti di espansione europei. La debolezza intrinseca del progetto europeo, resasi evidente dalla crisi del 2008 e peggiorata fino a raggiungere i minimi storici odierni di Brexit, Grexit e crisi degli immigrati, rende infatti necessario questo tentativo posticcio di dare all’Europa un’aria di posto felice. Nessun discussione seria sui problemi veri dell’Europa (e ce ne sono!): ha vinto infatti una canzonetta anti-Russa, con un testo pesante e noioso che ammicca alla proverbiale e incorreggibile cattiveria dei russi.

Jamala, cantante ucraina di origine tartara, ha trionfato con “1944”, canzone che parla delle deportazioni  dei tartari di Crimea ordinate da Stalin. Una minoranza tornata “scomoda” oggi, da quando ha protestato contro l’annessione della Crimea da parte della Russia. Chi sono i tartari dunque? Quel 2% che ha votato NO al referendum di annessione della Crimea alla Russia per capirci.  L’Europa, povera creatura, abituata com’è a trattare solo numeri piccoli, non si è proprio accorta di quel 98% di SI, ma solo del 2% di NO e ha giudicato Putin come un cattivo conquistatore alla Gengis Khan, che calpesta la volontà di autodeterminazione dei popoli. Poveri tartari, discriminati! L’Europa si che ha molto da insegnare in materia di integrazione!                   Per fortuna allora che Jamala ha sfoderato questo testo trascinante (che riportiamo sotto), che ristabilisce l’ordine e schiaffeggia i cattivi russi. Il regolamento in teoria vieta testi politici. La mente Europea adora i regolamenti. Eppure il testo di “1944” è questo:

When strangers are coming
They come to your house
They kill you all
And say
We’re not guilty
Not guilty

Where is your mind?
Humanity cries
You think you are gods
But everyone dies
Don’t swallow my soul
Our souls

I couldn’t spend my youth there
Because you took away my peace
I couldn’t spend my youth there
Because you took away my peace

We could build a future
Where people are free
To live and love
The happiest time

Where is your heart?
Humanity rise
You think you are gods
But everyone dies
Don’t swallow my soul
Our souls

I couldn’t spend my youth there
Because you took away my peace
I couldn’t spend my youth there
Because you took away my peace

Nonostante il testo sconnesso e reticente, tutti hanno capito che c’è stato un tentativo di criticare l’annessione (secondo noi, che in Crimea ci siamo stati, la felice unione) della penisola alla Russia: Putin è come Stalin, che ruba l’infanzia ai bambini della Crimea. E così Jamala, ennesima ancella del pensiero unico, ha trionfato. Poroshenko, commosso, l’ha ringraziata pubblicamente, mentre i russi hanno reagito con la giusta ironia: la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova ha detto che la prossima volta vincerà una canzone contro Bashar Assad.

Non resta che augurarsi che sotto questa patina kitsch e buonista, l’Europa non perda il senso dell’utilità politica ed economica e riprenda il dialogo con la Russia. Ma ci vorrebbero degli statisti europei con una EuroVision a lungo termine che non si scrive con il Cuore, ma con il Cervello.

 

 

3 comments

  1. quello che e’ paradossale e’ che tutti incolpano tutti della stessa cosa.
    E,come tutti, la Russia raccoglie quel che ha seminato. Da molto prima di Putin.
    Dovrebbe smetterla di fare ingerenza in Europa. Quelli che la stan gia’ facendo ci bastano ed avanzano.

    Con la Russia e, soprattutto con Putin, ci si dovrebbe limitare al buongiorno e buonasera.
    Amici quanto vuoi ma….. tu a casa tua e io a casa mia…..

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  2. In queste 30 righe c’è tutta la Russia di Putin e dei suoi seguaci, spiegata come meglio non si potrebbe. Continuate così, con il prosciutto sugli occhi, e fra poco vi troverete contro tutto il mondo e con il piattino in mano a chiedere l’elemosina, dicendo “dammi da mangiare bastardo, che sono il migliore di tutti”. Evvài.

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