Come le sanzioni occidentali hanno aiutato l’economia russa

Mentre le nazioni del G7 decidono per un ennesimo rinnovo delle sanzioni alla Russia, Medvedev annuncia a sorpresa un prolungamento dell’embargo dei prodotti alimentari occidentali fino alla fine del 2017 e cioè oltre il possibile periodo di prolungamento delle sanzioni contro la Russia. Una mossa suicida? Si tratta davvero di privare il popolo russo di beni di prima necessità come frutta, verdura e formaggi, in gran parte assenti nel mercato interno?

No. Nel 2014 la Russia ha risposto alle sanzioni  di USA e UE con delle controsanzioni, relative soprattutto al settore alimentare. L’Italia è stata pesantemente danneggiata da queste contro sanzioni, poiché esportava in Russia oltre un miliardo di euro in prodotti agricoli e caseari prima del 2014. Mentre noi abbiamo semplicemente perso un mercato in crescita, in Russia la situazione sta migliorando. Dopo un anno e mezzo, le importazioni sono state sostituite da produzione locale russa e quindi, per proteggere i nuovi produttori locali, il governo ora prolunga l’embargo che si era autoinflitto e che aveva causato non pochi danni all’economia russa nei primi mesi. La situazione è cambiata: ormai risulta più conveniente produrre localmente che importare, almeno per alcuni prodotti specifici. Anche se le sanzioni alla Russia fossero sospese, dunque, potrebbe rivelarsi dannoso per Mosca riaprire alle importazioni dal mondo di certi prodotti o comunque contrario all’interesse di chi lavora nel settore agro-alimentare. Insomma, oltre a perdere un alleato politicamente fondamentale, l’Europa ha perso anche un mercato di sbocco per i prodotti europei (più danneggiati paesi come l’Italia e la Polonia), senza essere riuscita ad influenzare minimamente la geopolitica di Mosca.

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Il primo ministro russo Dimitrij Medvedev ha garantito che prolungherà l’embargo di prodotti alimentari fino alla fine del 2017.

“Io garantisco che preparerò il prolungamento delle contromisure economiche non di un anno, ma fino alla fine del 2017. Sara preparata una bozza da presentare al presidente. Perciò, coloro che si occupano del settore agro-alimentare riceveranno più tempo per pianificare i loro investimenti” ha detto il primo ministro.

Gia un anno e mezzo è passato dall’implementazione delle controsanzioni nel settore alimentare verso l’EU e gli USA. Nel 2015 le importazioni dei prodotti interessati si è  ridotta significativamente: del 66% per quanto riguarda il pesce fresco e in scatola; le importazioni di carne si sono ridotte del 44%, del 38% quelle dei vari tipi di oli, del 37% quelle di formaggi così come quelle di carne congelata.

Ad aprile di quest’anno, il centro studi di Gazprombank ha dimostrato che oggi non sussiste  completamente più l’effetto negativo delle controsanzioni. Secondo l’opinione degli esperti del centro, il mercato ha saputo adattarsi alle nuove condizioni. Il prolungamento dell’embargo non peserà più sull’inflazione e sull’aumento dei prezzi dei prodotti, sostiene il capo del centro studi di Gazprombank Daria Snitko.

Se prima del 2015 il mercato russo importava il 50% della carne di pollo consumata ogni anno, la produzione locale riesce adesso a soddisfare interamente la domanda. E questo è solo un esempio.


Fonti:

Kommerzanthttp://www.kommersant.ru/doc/2999747 e

Vedomosti: http://www.vedomosti.ru/business/articles/2016/05/27/642707-medvedev-poruchil-prodleniyu

 

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