Press Review

Il discorso di capodanno di Putin: amore per la famiglia, la patria e le tradizioni

Riportiamo per i nostri lettori il discorso tenuto a reti unificate dal presidente Russo Vladimir Putin a pochi minuti dallo scoccare della mezzanotte del 31 Dicembre scorso. Un discorso breve, e molto semplice in cui il presidente ha parlato di poche cose e ha augurato felicità e prosperità ai cittadini russi.

 

Rispettabili cittadini della Russia, cari amici,                                                                     tra pochi minuti inizierà il 2016. Questo meraviglioso momento di passaggio tra passato e futuro ci è noto dall’infanzia. Lo attentiamo con gioia, speranza ed emozione. Crediamo che tutto ciò che è migliore e luminoso si avvererà. Seguendo la tradizione festeggiamo questo momento con la nostra famiglia e gli amici più cari. Certo non a tutti è dato di festeggiare con la famiglia: bisogna lavorare negli ospedali, in fabbrica, adempiere al dovere militare, difendere i confini e garantire continuamente la nostra sicurezza per terra, mare ed aria. Noi siamo grati a chi, giorno e notte, nei giorni di festa o nei giorni di lavoro è sempre in servizio. Oggi, in particolare, vorrei fare gli auguri a quei nostri militari che combattono il terrorismo internazionale e proteggono la Russia nei suoi confini più lontani. Per fare questo è necessario forza di volontà, fermezza e determinazione. Queste qualità, tra l’altro, sono necessarie sempre, e per qualsiasi azione noi facciamo. Il successo della nazione intera dipende dal lavoro efficiente e dai successi di ognuno di noi: abbiamo un fine comune, l’aspirazione di portare qualcosa di buono alla nostra patria, assumendo  responsabilità del suo destino. Nel 2015, l’anno che lasciamo, abbiamo festeggiato il 70esimo anniversario della vittoria nella Seconda Guerra Mondiale. La nostra storia, l’esperienza dei nostri padri e nonni, la loro capacità dei restare uniti nel tempo difficile e la loro forza d’animo sono per noi un grandioso esempio. Loro ci aiutano e ci aiuteranno a rispondere degnamente alle sfide dei nostri giorni.     Cari amici, stanotte sentiamo particolarmente come ci sono cari i nostri famigliari, come è importante che stiano bene, che tutto vada loro bene, che i nostri genitori siano riscaldati dall’affetto e dalle cure e che torni a loro tutto il bene che loro hanno fatto a noi. Che i nostri figli crescano intelligenti e attivi mentre amore, tenerezza, generosità e compassione ci accompagnino nelle azioni di tutti i giorni.                                                                            Al nuovo anno mancano pochi secondi. Auguriamoci allora di avere successo, di essere felici; ringraziamoci per il sostegno e la comprensione reciproca, per la sensibilità. E brindiamo alla prosperità e al benessere della Russia. Buon anno 2016!

 

 

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Se il terrorismo colpisce la Russia è ancora terrorismo?

Tutti noi ricordiamo il senso profondo di fratellanza e solidarietà che attraversò l’Occidente dopo l’attacco alle torri gemelle nel 2001. I quotidiani di tutto il mondo stampavano in prima pagina le terribili immagini dell’attentato. Fra gli altri, Il Corriere della Sera titolò “Attentato all’America e alla Civiltà” e Le Monde scrisse un editoriale molto emotivo dal titolo “Nous sommes tous Americains”, siamo tutti americani. L’Europa e tutta la comunità internazionale si stringevano in un potente abbraccio agli Stati Uniti. Il “terrorismo” prendeva tutti di sorpresa e per primo sfidava il predominio dell’America e del suo sistema militare ed economico nel mondo dopo il crollo dell’Unione Sovietica.                                                         Putin fu il primo leader a telefonare a Bush, esprimendo il proprio rammarico e la propria vicinanza a Washington. Lui conosceva bene, disse, il problema del terrorismo islamico che agitava e a tratti ancora agita la Cecenia e offrì supporto logistico all’America nei mesi successivi.

Il 31 Ottobre 2015 è toccato alla Russia vivere il proprio 11 settembre: un aereo diretto da Sharm-el-Sheik a San Pietroburgo è esploso in volo a causa di una bomba piazzata nella stiva. La bomba è stata rivendicata dal’ISIS e le intelligences britannica e egiziana confermano che si tratta di un attentato. Tutte le 224 persone a bordo, in grande maggioranza russe, sono morte. In un video diffuso dall’ISIS si sente:“Grazie a dio i soldati del Califfato hanno abbattuto l’aereo russo nella Provincia del Sinai che trasportava 220 crociati russi che sono tutti morti. La macchina da guerra russa ha cominciato un genocidio contro i sunniti del Levante in Siria. La Russia ha pensato che i jihadisti non si sarebbero vendicati. La Russia è entrata in un tunnel oscuro a causa della sua guerra che ha perso”.

Mosca, la terza Roma, paga il proprio ingresso in Medio Oriente di qualche settimana fa contro le forze dell’ISIS. Ebbene, come ha reagito l’Occidente per questo 11 settembre russo?                                                                                                 Ha fatto molto discutere il settimanale francese Charlie Hebdo, che ha pubblicato sull’ultimo numero delle vignette abbastanza forti sulla questione. In una di queste si vede un guerrigliero dell’ISIS che si ripara la testa mentre dal cielo piovono pezzi di aereo e corpi. Nell’altra un teschio suggerisce di non scegliere le compagnie russe Low cost.

ISIS: L'aviazione Russa intensifica i bombardamenti

ISIS: L’aviazione Russa intensifica i suoi bombardamenti

I pericoli del Low Cost russo.

I pericoli del Low Cost russo. “Avrei dovuto volare con Air Cocaina”

Va ricordato, a proposito di terrorismo, che proprio Charlie Hebdo era diventato dopo gli attentati alla redazione di gennaio, in cui persero la vita dodici persone, simbolo occidentale della libertà di parole contro l’oscurantismo islamico. Si era parlato, non a caso, di un “11 settembre francese” e una marcia di milioni di persone e capi di Stato a Parigi, a cui Putin ebbe l’eleganza di non partecipare, commosse di nuovo l’Occidente.

Alcuni dei capi di stato che marciano a Parigi, nel gennaio 2015

Alcuni dei capi di stato che marciano a Parigi, nel gennaio 2015

Charlie Hebdo, rinvigorito dal martirio di alcuni suoi fondamentali autori, continua a fare satira come ha sempre fatto e non lo si può certo accusare di favorire nessuno. Il settimanale francese aveva accolto a suo modo anche l’attentato contro le torri gemelle con questa vignetta che, seppur meno cruenta, riusciva comunque a fare satira contro il sistema finanziario americano in un momento tragico.

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“Vendete!”

Ovviamente, Mosca ha reagito alle vignette sull’aereo precipitato, dichiarando che “si tratta di blasfemia, di qualcosa che non ha alcun rapporto con la democrazia e la libertà di parola”. Eppure, il vero problema non sono le vignette di Charlie Hebdo, ma il freddo silenzio con cui i governi e i giornali ufficiali occidentali stanno accogliendo le sempre più certa ipotesi dell’attentato. Il Papa e Angela Merkel, oltre al presidente egiziano Al-Sisi, sono stati i soli leader a rivolgere le proprie condoglianze a Mosca pubblicamente e Obama non ha completamente proferito verbo. E così si viene a delineare uno scenario piuttosto chiaro: mentre dopo l’11 settembre il mondo abbracciava gli Stati Uniti e faceva a gara per mostrare più supporto e attenzioni possibili e dopo “l’11 settembre francese” Parigi marciava in corteo contro il terrorismo, le reazioni della comunità internazionale sono state molto tiepide nel denunciare quello che è, a tutti gli effetti, un 11 settembre di Mosca. Se il terrorismo colpisce New York l’Occidente piange, se colpisce Parigi marcia unito contro il male e se colpisce Mosca, nicchia, si contorce, tace.

C’e qualcosa di molto più blasfemo che le vignette di Charlie Hebdo, ed è il fatto che si sta raccontando, soprattutto nel mondo anglofono e atlantista, che l’attentato contro la Russia non sia un problema globale di lotta al terrorismo, ma un problema esclusivamente russo, del quale, quindi è lecito disinteressarsi.                The Guardian, quotidiano inglese che definì l’attentato alle torri gemelle una “dichiarazione di guerra al mondo civile”, sostiene per esempio in un articolo del 5 novembre scorso che “la distruzione dell Airbus A321M resta limitata ad un contesto locale e non globale. I russi sono un bersaglio perche sono intervenuti militarmente in Siria un mese fa, non per le loro azioni al di fuori di quel contesto…Se e stata una bomba dell’ISIS a far precipitare l’aereo, non significa ancora che il gruppo ha lanciato una campagna di terrore globale…”                        Se l’ISIS uccide i russi, dice fra le righe l’autore dell’articolo, non fa cosa che riguardi la NATO e la comunità internazionale. E invece chi colpisce la Russia colpisce anche noi, ci colpisce da più vicino ancora. Parigi, Roma, Berlino, sono più vicine a Mosca che a New York e se eravamo tutti americani nel 2001, allora oggi abbiamo il dovere morale di essere tutti russi. Eppure…

Press Review 5/11/15

Fresh News form the Russian Press


Kommersant’

-Russia adds to the talks in progress on Syria                                                 Kommersant’ got a list of the rappresentatives of Syrian opposition that, according to Moscow, should be included in the settling of the civil war. At the end of a week of discussions in Vienna, the head of the foreign ministry of the Russian Federation, Sergei Lavrov, gave the list to his colleagues from the USA, Saudi Arabia and Turkey. The next step shoud be now to make all the international representatives vote on the candidates and to reach of an an agreement on whom, amongst the participants in the Syrian war must be considered a terrorist. It will not be easy to get to that as it won’t be easy to find an agreement between the Syrian power and the military opposition on the incoming elections under the surveillance of the UN.

-John Kerry invited Moscow and Beijing to join the Transatlantic Partnership.      Leaving from his visit in Kazakhstan, secretary of state John Kerry did a list of important announcement, regarding a cooperation with Moscow. More precisely he assured that the United States are ready to enlarge the cooperation with Russian forces in Siria and proposed to Moscow and Beijing to join the Transatlantic Partnership.

 -Americans intelligence saw the terrorist attack on Board the Airbus A321.        Suspects of a terrorist attack increase after intercepting conversation among terrorists

The causes of the Airbus 231 tragedy remain uncertain (photo Kommersant')

The causes of the Airbus 231 tragedy remain uncertain (photo Kommersant’)


Novaya Gazeta

-Al-Qaeda urged terrorists to join forces against Russia                                                        Al-Qaeda’s leader, Ayman al-Zawahiri urged his allies to stop the internal fight and to oppose the West and Russia in relations to the facts happening in Siria and Iraq. The head of the fighters ordered to a cooperation between Al-Qaida and the Islamic State, and this was the first announcement of such a kind, from the Islamic State leader.

Crimea, the hole in your wallet. Crimean authorities found a new appetite for budget donations                                                                                                                  Comparing the 2013 budget, when Crimea was part of Ukraine, with the 2015 budget, when the process of integration of Crimea with Russia has been completed, it is possible to reach one important conclusion: the level of funds has increased sharply even if taxes did not increase

-“Ukraine betrayed us”

People from Sevastopol marching on the 4th November explain to our correspondent why did they change passport one and half year ago.

People Marching in Sevastopol, Crimea, yesterday. (Novaya Gazeta)

People Marching in Sevastopol, Crimea, yesterday. (photo Novaya Gazeta)


Rossijskaya Gazeta

-Central Bank diminished the value of Euro of one and a half Rouble                                The value of the Euro diminished of 1,55 rouble- now its 68,82 Roubles and the dollar lost value for 45,3 Kopecks- now its 63,39 Roubles

-Putin is ranked the most influential leader on earth for the third time                           In the Kremlin people were not surprised that Putin leads the list of most popular influential people, as reported by Forbes.

Vladimir Putin

Vladimir Putin